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ANTIPHONARIUM BENCHORENSE , Bibl. Ambr. C.5.inf.
In Irlanda: Il Retaggio dei peregrini irlandesi in Toscana
Gli irlandesi che viaggiavano come peregrini nell'Europa continentale lasciarono tracce della loro presenza nelle proprie copie delle Scritture e nei loro libri liturgici, nei libri di esegesi così come nei libri di grammatica latina, sovente forniti di glosse nella loro lingua nativa. Un altro indice della loro presenza è il fatto che essi continuarono a commemorare nelle nuove sedi i santi nativi, i loro santi irlandesi. In questa introduzione al retaggio dei peregrini irlandesi nell'Italia del Nord il mio intento è quello di prendere in considerazione questi due aspetti del loro contributo, con una breve disamina di alcuni manoscritti e testi giunti a noi, e trattando dello zelo con cui essi mantennero vivo il culto di Santa Brigida, un culto che ha vincoli particolari con questa città.
Inizio con l'informazione presente in un documento dell'850 la quale attesta che Donato, Vescovo di Fiesole, cedette a Bobbio una chiesa a Piacenza, dedicata a Santa Brigida (450-523), a condizione che si offrisse ospitalità ad ciascun compatriota irlandese che vi giungesse come pellegrino. Questo singolo documento racchiude molti importanti aspetti del retaggio dei monaci irlandesi nell'Italia del Nord, nel periodo tra il VII e il X secolo. La storia inizia con Colombano che lasciò la terra natia irlandese intorno al 590 e che dopo una movimentata carriera in Francia trascorse gli ultimi anni della sua vita nella regione degli Appennini, precisamente a Bobbio, dove morì il 23 novembre del 615. Colombano fu il pioniere della prima ondata di emigrazione irlandese nell'Europa continentale. Questa emigrazione era fondamentalmente una disciplina ascetica. Un omelista irlandese del VII secolo rispecchia l'ideale del "martirio bianco" del tempo: la rinuncia ad ogni cosa tenuta cara al posto del sacrificio di sangue dei primi Cristiani.
L'Omelia di Cambray
{ Questo è il martirio bianco per l'uomo: quando egli si separa per amore di Dio da tutto ciò che ama, pur patendo digiuno e fatica.
Questo è il martirio verde per lui: quando per mezzo di essi (digiuno e fatica) si distacca dai suoi desideri, oppure patisce delle tribolazioni per penitenza e come atto di contrizione.
Questo è il martirio rosso per lui: sopportazione di una croce o prostrazione per amore di Cristo, così come è accaduto ai discepoli nella loro persecuzione da parte dei malvagi e nell'insegnamento della legge di Dio.
Il primo monachesimo irlandese, tuttavia, coniugava ascetismo e impegno verso gli altri. Così, gli ecclesiastici che lasciavano l'Irlanda per vivere come peregrini si dedicavano all'attività missionaria, alla cura pastorale, alla predicazione o all'insegnamento. Accanto a coloro i quali optavano per un esilio permanente vi erano quelli che facevano pellegrinaggi ai grandi luoghi santi della cristianità, soprattutto a Roma.
Successivamente, come conseguenza delle incursioni vichinghe, che ebbero inizio alla fine dell'VIII secolo, troviamo un'emigrazione irlandese differente, vale a dire la forzata emigrazione di studiosi e maestri che fuggivano dallo sfacelo della vita monastica e cercavano all'estero un sicuro rifugio per il sapere. Il nostro Vescovo di Fiesole, Donato, verosimilmente apparteneva alla seconda categoria. Sembra sia giunto in Italia come studente o compagno di un altro studioso irlandese, Dungal, che inizialmente, nei primi anni del IX secolo, era alla corte carolingia ed in seguito fu illustre maestro a Pavia. Sembrerebbe che questi esuli eruditi del IX secolo nell'Italia del Nord condividessero la tradizione dei loro predecessori irlandesi. Dungal pare essersi ritirato a Bobbio negli anni fra l'830 e l'840 donando una collezione di libri alla biblioteca del monastero. Donato, come abbiamo già osservato, fece una donazione a Bobbio a beneficio dei pellegrini irlandesi. Oltre a ciò, la vita di Donato descrive la sua decisione di lasciare l'Irlanda in termini analoghi a quelli della vita di Colombano, riferendosi all'ispirazione del Vangelo, ed ugualmente citando il comando di Dio ad Abramo " Exi de terra tua". Cosi, sebbene in realtà le condizioni della loro situazione fossero differenti, gli esuli irlandesi di epoca più tarda evidentemente si considerarono eredi del retaggio di Colombano e cercarono, tramite i loro contatti con Bobbio, di rafforzare nell'Italia del Nord i legami tra i pellegrini irlandesi, del passato, del presente e del futuro.
Colombano ed i monaci suoi compagni avevano portato con sé dall'Irlanda un saldo attaccamento alle Scritture, alla scrittura, allo studio, e ai loro santi nativi. Jonas, biografo di Colombano, racconta che il santo fin da giovane in Irlanda era capace di spiegare i Salmi in un linguaggio chiaro, così come di comporre testi destinati ad essere cantati o usati per l'insegnamento. Sebbene il libro dei Vangeli, ora conservato a Torino, tradizionalmente identificato come quello di Colombano, sia stato dimostrato come appartenente ad epoca più tarda, la credenza, tuttavia, che il santo portasse le Scritture sempre con sé si accorda con ciò che sappiamo riguado alla loro centralità nella sua vita e nei suoi scritti. Un breve esame dei manoscritti che si sono conservati a Bobbio, quelli portati dall'Irlanda e quelli scritti e glossati da irlandesi quando si trovavano nell'Europa continentale, riflette la continuità della visione del fondatore e dell'attività nell'Italia del Nord nei secoli successivi alla sua morte. I libri della biblioteca di Bobbio comprendono il famoso ANTIFONARIO DI BANGOR, un libro liturgico del tardo VII secolo portato dal monastero nel Nord dell'Irlanda dove Colombano ricevette la sua formazione monastica.
Là si conserva anche un commento ai Salmi con ampie glosse in irlandese antico, datato al IX secolo, parti di commenti a Matteo e Marco, analogamente datate e glossate, e un frammento della seconda lettera di San Pietro. A Bobbio sono anche custoditi scritti, lettere e sermoni di Colombano. Per quanto concerne la devozione verso il santo, la regione nativa di Colombano in Irlanda era Leinster, dove il culto di Brigida aveva il suo centro principale a Kildare. Dunque, sebbene non vi sia alcuna prova diretta, mi pare probabile che il fondatore di Bobbio ebbe parte nell'introduzione del culto di Brigida nella regione. Ritorneremo su questo punto più avanti.
Tra i testi dei peregrini irlandesi in Italia l'ANTIFONARIO DI BANGOR riveste particolare importanza. Esso attesta l'uso liturgico di testi biblici nell'ufficio monastico del monastero d'origine di Colombano in Irlanda circa un secolo dopo la sua morte. Il contenuto del manoscritto, cantici, inni, antifone e collette indica che fu compilato per l'uso di chi doveva presiedere l'ufficio monastico. Il manoscritto, inoltre, sembra sia stato concepito per essere facilmente trasportabile, suggerendo che alla fine del VII secolo la comunicazione e l'interazione liturgica tra Bangor e Bobbio continuava ad essere mantenuta. L'ANTIFONARIO può forse rappresentare un testo riveduto della liturgia di Bangor portata in Italia, esso include anche un inno che è stato identificato come un componimento di Colombano stesso, antecedente alla sua partenza dall'Irlanda.
{ Precamur patrem regem omnipotentem
et Iesum Christum sanctum quoque spiritum
Deum in una perfectum substancia
trinum persona, unum in essentia
. . .
Surdi sanantur caeci atque leprosi
funere truso suscitantur mortui
Totidem panes quinque dividit virum
saturaturis proculdubio milibus
. . .
Rogo quam tantis talibusque donariis
vicem condigne possumus rependere?
Solum oramus hoc idemque maximum:
nostri aeterne misere domine. Alleluia
Questo inno Precarum Patrem, sembra sia stato concepito in particolare per essere recitato nella liturgia del Sabato Santo, dal momento che pone in rilievo l'immagine di Cristo come luce che sconfigge le tenebre. Il punto focale, tuttavia, si estende più ampiamente alla vita di Cristo raccontata concisamente e in modo consecutivo dalla Natività alla Resurrezione.
Dalle 3 regole di Descartes nel Mondo:
Ogni parte della materia persiste nel medesimo stato finchè l'urto delle altre non la costringe a mutarlo.
Suppongo come seconda regola che, quando un corpo ne spinge un'altro, non possa comunicargli alcun movimento senza perderne contemporaneamente altrettanto del proprio.
Ne aggiungerò una terza...quando un corpo si muove, benchè il suo movimento avvenga per lo più secondo una curva e ogni movimento sia sempre in qualche modo circolare, tuttavia, le sue parti, singolarmente prese, tendono sempre a continuare il loro in linea retta.
....ma poi... perchè porto il casco sulle 23....come un'attore americano degli anni '30 ????
Grandi BIPEDI come sempre, ma grandi tutti. I partecipanti alla prima edizione 105AW ....è già leggenda.
Potete vedere molte foto direttamente sul blog del sito
Stiamo per partire. Il 3/4 Maggio 2008 ci sarà la "prima". Una sola cosa....che emozione!!!
Ecco, l'ho fatto. Ebbene si sono andato giovedi pomeriggio al Centro Marathon di Brescia dove Huber Rossi, simpaticissimo e disponibile preparatore, mi ha visitato e "programmato". Tante sorprese che non mi aspettavo, tanti numeri che subito mi hanno un pò stordito ma poi....Ho scoperto di avere un motore che gira ad alti regimi, con gli esami del sangue in diretta sotto sforzo per misurare il lattato, mentre io pensavo di essere un diesel ed in quell'ottica mi allenavo, 191 battiti sotto sforzo per un 47enne sono tanti anche se non so se sia un bene o un male ma l'importante è avere scoperto che per me 135 battiti sono defaticanti o riscaldanti. Che la mia soglia aerobica si trova a ben 172 bpm e perciò fino a li sono sicuro di bruciare ancora tanti grassi e di avere tanta autonomia. Mentre l'anaerobica è data a 182 e da lì l'acido lattico comincia a restare in circolo senza poter essere smaltito come si deve. ma l'importante è avere scoperto un poco di più il mio corpo, le sue possibilità e le sue "attitudini", quel corpo che accompagna degnamente la mia psiche lungo i sentieri dei boschi tanto amati. Un'altro passo dopo l'altro assieme a questa esplorazione di me stesso che la corsa mi regala e che solo qualche anno fa non mi sqarei ma sognato di sapere. Per sicurezza i kenyani però continuerò a tenerli davanti. ;-)
Grande giornata oggi a S.Michele di Morfasso con 50 partecipanti alla terza edizione del Gelobike da me organizzata assieme al gruppo di amici del Team Perini , con Enrica, Maria e Andrea, Simona Greta e Roberto, a fare da piloni portanti. Strade che sembravano piste da sci, sentieri in discesa (e che discesa) da fare a tutta, 40 cm di neve fresca e tanto divertimento (e poco freddo direi). 20 chilometri strappati all'asfalto in mezzo alla natura ed andatura a volte molto poco turistica ma piena di soddisfazione.
Pranzo finale in agriturismo con gli amici bikers e famiglie per assaggiare un'ottima coppa piacentina, salame e pancetta sempre Piacentini DOP, tortelli di ricotta e qualche bicchiere di buon di Gutturnio, immancabile in queste giornate.
Arrivederci al prossimo anno come oramai è tradizione.
Ciao!
Ecco. E’ partito il progetto che mi vede coinvolto da quasi sei mesi lungo la Via degli Abati. O meglio The Abbots Way come si chiama il sito che ha visto la luce da poco tempo. Funziona in prova da una settimana e sarà suscettibile di miglioramenti ed aggiornamenti, quindi i commenti saranno bene accetti. WWW.THEABBOTSWAY.COM Si tratta di una manifestazione di corsa (in fuoristrada, trailrunning) a spasso per il medioevo, alto medioevo per la precisione. Nel 613 d.c. un abate irlandese con 12 compagni monaci attraversa l’europa per giungere in fine a Bobbio per concessione del re longobardo Agilulfo e Teodolinda regina di fede cristiana. Prima fondano abbazie che diverranno famose nella storia (Luxeuil, Annegray ecc) poi sul finire dei suoi anni Columbanus (San Colombano) si ferma a Bobbio dove darà il via a quei mitici anni che vedranno crescere in modo esponenziale lo “scriptoriun” Bobiensis culturalmente ed economicamente, e che daranno il via ad un cambiamento epocale sul finire dell’impero bizantino, e all’inizio dell’avvento longobardo prima e poi franco con Carlomagno.
Grazie al dott.Magistretti, acuto osservatore storico e studioso piacentino, mi sono avvicinato a quello che rappresenta il più “vasto” progetto storico-sportivo della mia carriera organizzativa. Nasce con l’aiuto e la complicità tecnica di Mariabellini.com per la creazione del sito (appassionata e grande amica assieme ad Andrea mega-regista che spero documenti la ns.avventura di Maggio…), con l’aiuto di Enrica che mi segue spesso nell’esplorazione sul territorio, e tutti gli amici che saranno sulla Via a provare la voglia di correre nella Storia. Saranno
Arrivederci. Sulla AbbotsWay2008 e Buon Natale a tutti naturalmente.
On the off-road. Again !
Recentemente sono passato in autostrada e, ieri e oggi sono passato accanto, dopo alcune decine minuti di coda, a un gruppo di camionisti vicino ad un fuoco, bottiglie di vino, barbe lunghe, notti insonni, bandiere come cavalieri, giubbottoni a quadri e scarpe grosse. Pensiero del momento: ho visto tanti poveracci che lottano per uno stipendio per la loro vita lavorativa. Poveri loro poveri noi, il sistema del cazzo che non è in grado di mantenere un equilibrio che non garantisci equità ma sottosta alle varie lobby. Siamo tutti nello stesso barcone lussuoso, il Titanic.
E non mene frega un cazzo della benzina che manca. Quando non ce n'è più sto in casa. E chi lavora lontano ? Treno e bici. Come faccio da vent'anni. E' il sistema sbagliato, la domanda è sbagliata, non posso mangiare una papaya che viene dall'altro capo del mondo perchè c'è un jet, 4 camion e un camioncino che me la portano da 12000 chilometri di distanza, perchè sono un tipo danaroso e la voglio sul tavolo a Natale. Lo so che ci sono tante esigenze, non solo la papaya, ben più importanti. Ma gli anni 80 erano vent'anni fa. Signori si cambia. Si deve cambiare.
In ogni caso, w i camionisti, che lottano per una causa, la loro causa.
Se mai ce ne fosse bisogno, ancora una volta ho capito che la corsa, specialmente quella della mattina, regala sensazioni impagabili. Complice la preparazione alla maratona di Milano, ho ultimamente girato, definitivamene e con fatica, lo switch corporeo da estate ad inverno, negli allenamenti mattutini, i più temuti. Bisogna abituarsi, e non è facile, specialmente come ieri mattina con 2 gradi sottozero alle 6,30 di mattino. Ho cominciato piano e ho finito in crescendo, l'abbigliamento invernale tecnico di oggi non lascia nulla al caso, sei caldo ovunque, il freddo vero si sente solo col respiro, quando entra e quando vai in crescendo (ed un pò in affanno) quando comincia a gelare la punta del naso e senti la gola fredda, anche se sotto sudi e vorresti liberarti di ogni cosa che indossi. Ma quando spunta e cresce il sole, quando vedi la tua ombra lunga che si stende nel campo che costeggi, quando vedi le lepri che scappano veloci, quando respiri l'aria pulita e umida della mattina autunnale, allora capisci che sei vivo, ti senti vivo, e capace, pronto per affrontare qualsiasi difficoltà, perchè la corsa è questo soprattutto, consapevolezza dell'essere vivi. Corro, dunque esisto!
Ciao.
Venerdi scorso alla sera, sulla Via Emilia. Sta andando a cena da amici e mi accorgo di essere piuttosto in anticipo. Decido di rallentare e amabilmente discorro in compagnia senza preoccuparmi dell'orario.
Cosa tra l'altro che non mi succede mai!
Mi passa un pazzo sotto al semaforo con striscia continua e via. Ad un tratto vedo dietro accendersi i fari tipo Starsky e Hutch e sirena di avviso. Penso, bene lo vanno a prendere. Sbagliato si piombano dietro a me e lampeggiano. Accosto. Scendono e uno con la pila mi chiede i documenti. Pronti. L'assicurazione non è esposta. Impossibile dico io. Estraggo il tagliando e lo mostro, Maggio 2008. Non si vedeva era sotto...No era sopra (c'era anche il 2007) ma non discuto. Cominciano a guardare tutta l'auto. Luci frecce freni. Fra me e me penso che in realtà cerchino qualcosa. e chiedo : ma perchè mi avete fermato ??? ero a 50 km/h e ho rispettato il rosso, risposta <<TENTENNAVA...>> Tentennavo??? Nuovo limite comportamentale stradale??? Facevo i 50 !!! Poi si abbassa a terra e controlla le gomme. Pila Davanti e mano sul copertone...No. Dietro sono usurate all'interno faccia vedere le sospensioni perchè è un'usura anomala, sono 75 euro!!! Per intenderci la macchina ha 3-4 anni e va benone. Mia moglie s'incazza. Io m'incazzo. Ma stiamo zitti. Mi chiedono se ho qualcosa da dichiarare...Niente vorrei solo sapere perchè non avete fermato il pazzoide che mi ha superato sotto al semaforo con la linea continua... Si girano entrambi senza proferire parola e mi congedano. Spero che controllino così anche gli altri mezzi ma...e quello che se ne è andato ???
Ragazzi non tentennate mai.